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[DAL SORSO AL CUORE]

26
Gen 2018

DAL SORSO AL CUORE

Viaggio di un beneficio.

 

Durante i congressi di Cardiologia, quando si parla di prevenzione, spesso appare una slide che oramai tutti noi medici conosciamo, che dimostra i benefici dell’alcol (etanolo) se assunto in dosi moderate ( max 40 gr/die) nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e dei tumori.

In genere, in una slide, viene presentato il grafico dei risultati di uno studio effettuata su un certo numero di soggetti, per comprenderne a colpo d’occhio il valore, il risultato finale utile poi alla pratica medica.

Quella slide, per  è particolare, perché espone il risultato non di UNO studio ma di 34 studi messi insieme (si chiama statisticamente review), coinvolgendo non ALCUNI soggetti, ma oltre 1 milione!

Le conclusioni di questo studio enorme, visibili da tutti su un grafico, dimostrano, anzi sanciscono, che il consumo moderato di alcol, riduce dal 20 al 30%  il rischio di morte per qualsiasi causa.

Non so se mi sono spiegato bene. In genere quando un farmaco riduce l’incidenza di malattia o meglio la mortalità del 10 %, rappresenta un risultato eclatante ed importante. I farmaci che servono  per abbassare il colesterolo (statine) ad esempio, sono stati acclamati di enorme vantaggio per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, dimostrando una riduzione che si aggirava intorno al 10%. In genere alcuni farmaci non vanno più in la del 6-7 %.

Ed ecco la rappresentazione grafica dello studio.

Il grafico dimostra che, dato un valore minimo di rischio standard per tutti gli esseri viventi di 1 (per il solo fatto di essere vivi) e considerati i grammi di alcol consumati al giorno, emerge che,  chi non consuma alcuna quantità di alcol ha un rischio di ammalarsi di infarto cardiaco, ictus cerebrale e tumore, lievemente maggiore  rispetto a chi ne consuma una quantità moderata. Chi invece supera una certa soglia di grammi di alcol al giorno (42 gr/die) ed esce dal range di consumo moderato, ha un rischio di mortalità che si incrementa rapidamente. Esiste insomma una curva di beneficio compresa tra 0,8 e 25 grammi di alcol/die. Questo non è il mio parere, ma il risultato di questo studio scientifico (e di altri simili). Ovviamente , queste valutazioni, sono state fatte su persone che non assumevano alcol puro, ma  che lo assumevano consapevolmente attraverso una bevanda che lo contenesse.

La bevanda contente alcol che, fatta eccezione del te, è più indissolubilmente legata alla civiltà umana, si chiama Vino. Vero, ci sarebbero anche la birra, i supercalcolici ed altro, ma il vino alla fine è stata la modalità più studiata per valutare la quantità di alcol assunta. Ed in effetti, mentre questo colossale studio, parlava tecnicamente di alcol, molti altri ne sono seguiti, utilizzando appunto il temine “vino” al posto di “alcol”. Inoltre. Per mettere a fuoco il beneficio dell’alcol/vino, lo si è rapportato alle  singole malattie, prima su tutte le malattie cardiovascolari (infarto cardiaco ed Ictus cerebrale).

Si chiamava Ancel Keys il  biologo americano che per primo negli anni 60 si accorse dei benefici di una dieta tipica dei paesi del bacino mediterraneo, Italia compresa, chiamata da lui appunto  Dieta Mediterranea (patrimonio immateriale e culturale dell’UNESCO).

In questa dieta è compreso, ma penso sia un fatto risaputo, anche una moderata quantità giornaliera di vino, ed in particolare di vino rosso.

Da allora centinaia di studi hanno confermato che il vino rosso protegge fino al 20% dall’insorgere delle malattie cardiovascolari. Ne abbiamo la scientifica certezza. L’interesse dei ricercatori quindi, era quello di capire, quale sostanza oltre all’alcol, presente nel vino, apportasse i benefici riconosciuti. Perché non è solo l’etanolo contenuto nel vino a produrre dei vantaggi salutistici, ma anche un centinaio di molecole chiamate Flavonoidi o Bioflavonoidi prodotti dalla buccia dell’acino, soprattutto di quello rosso. Tra queste molecole, ne è stata individuata una: il Resveratrolo, la più studiata in assoluto.

Il Resveratrolo, molecola appartenente alla famiglia dei stilbeni, un sistema molecolare di difesa dell’acino contro gli  insulti ambientali e le muffe, viene sintetizzata dalla buccia dell’acino in risposta all’attacco del  fungo Botritis Cinerea. La natura sorprende sempre. Individuato quindi il Resveratrolo come la più importante molecola difensiva dell’acino se ne sono studiati i meccanismi biochimici di utilità per la vita umana.

Questo è quello che noi medici sappiamo oggi:

  • Il Resveratrolo inibisce la aggregazione delle piastrine evitando la loro aggregazione e quindi la formazione di trombi. Agisce inibendo un enzima chiamato Ciclossigenasi (COX1), ossia un catalizzatore che se libero fa si che si produca una sostanza chiamata trombossano la quale appunto ha il potere di aggregare le piastrine circolanti.
  • Inibisce l’ossidazione (perossidazione) delle LDL (Colesterolo “cattivo”). L’ossidazione delle LDL è considerato il primum movens della aterosclerosi. Solo quando LDL sono ossidate possono dare origine alla aterosclerosi con formazione di placche nello spessore delle arterie, che causano l’infarto cardiaco e l’ictus cerebrale.
  • Favorisce la vasodilatazione delle arterie. Le cellule che rivestono internamente le nostre arterie si chiamano cellule endoteliali e producono una sostanza vasodilatatrice : il monossido di azoto (NO)  al fine di garantire sempre un adeguato fluire del sangue. Il Resveratrolo “stimola” le cellule endoteliali a produrre NO in maggiore quantità.
  • Ha potere antiossidante neutralizzando i radicali liberi. Inoltre insieme alla quercitina (altro flavonoide presente nell’uva) favorisce la morte (apoptosi) delle cellule tumorali. 

Come vedete, non poche cose insomma!

Tutti questi meccanismi sono stati studiati in vitro prima (al microscopio) ed in vivo poi ( sulle cavie) e validati scientificamente. Su questo non abbiamo più dubbi.

Nell’uomo non esistono queste documentate certezze biochimiche, ossia, possiamo solo considerare  l’epifenomeno e cioè le persone che assumono moderate quantità vino, soprattuto vino rosso, contenente flavonoidi e Resveratrolo, si ammalano di meno di malattie cardiovascolari rispetto a chi non assume vino e non assume quindi Resveratrolo. Questa la cruda lettura del dato iniziale. Ipotizziamo quindi con ragionevole certezza che il beneficio dato dal vino, oltre all’etanolo, sia attribuibile ai flavonoidi ed al Resveratrolo.

Sulla base degli esperimenti fatti su cavie , si sono anche realizzati studi per verificare la quantità “terapeutica” umana del resveratrolo che secondo alcuni si aggirerebbe in una dose efficace contenuta in 30 litri di vino al giorno. Ipotizzando così la sua inutilità.  Ma la medicina non è somma matematica. E’ possibile che la presenza seppur minima di Resveratrolo, in tre bicchieri di vino al giorno, una volta ingeriti produca dei metaboliti attivi con azioni biochimiche favorevoli che oggi non riusciamo bene ad individuare. E’ possibile che il Resveratrolo da solo, estrapolato dal suo naturale contesto, abbia minor efficacia (questo è stato provato anche per il betacarotene e la vitamina E, ad esempio). Sta di fatto che, bere vino , assumere etanolo in quantità moderate, sembra generare beneficio.

Ora, detto questo, voglio ribadire due cose fondamentali. L’uso moderato di vino è inteso in numero di bicchieri, ricavato da un semplice calcolo: i grammi di alcol che apportano il maggior benefico, sono compresi tra 0.8 e 25 grammi/die (il limite massimo giornaliero è di 42 ) in 100 ml di vino a 12° ci sono 9,48 grammi di alcol, un bicchiere in media è di 125 ml, quindi due bicchieri e mezzo sono l’ideale, un po meno per le donne. Questa è la quantità, che chiamerei “quantità utile” per la nostra salute.

Il viaggio scientifico del buon vino, finisce qui. Prosegue invece la sua onda emozionale che dopo un sorso si ferma al cuore, scaldandolo immancabilmente.

 

Dott. Davide Terranova

Medico specialista in Cardiologia.

Fondatore e past President della Associazione Regionale Cardiologi Ambulatoriali del Veneto.

Membro della Società Italiana di Nutrizione Umana,  della Società Italiana per lo Studio della Aterosclerosi e della Società Italiana di Cardiologia .

Giornalista e divulgatore scientifico. Autore dello Spettacolo del Cuore, progetto di divulgazione medica per la prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari. Il testo dell’articolo è tratto da  CARDIOCHEF cena-evento itinerante, attualmente rappresentato nei migliori ristoranti italiani, per la divulgazione della alimentazione nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Autore del libro “Nutri il Tuo Cuore”